social social

Protesi in titanio per vincere l'artrosi della spalla

Intervista al Dott. Vincenzo De Cupis  – ICOT Latina

”Oggi è possibile sostituire sia l’omero che l’articolazione della spalla con protesi biocompatibili, risolvendo casi assai dolorosi”, afferma Vincenzo De Cupis, Primario ortopedico dell’I.C.O.T. di Latina

IL GIORNALE – Sabato 15 novembre 2003

Protesi in titanio per vincere l’artrosi della spalla di FELICITA DONALISIO

Oggi anche la chirurgia della spalla può avvalersi sempre più spesso di interventi mini-invasivi. I vantaggi sono molteplici: tempi chirurgici dimezzati, riduzione del dolore, post-operatorio più rapido e senza complicanze. “Le patologie che possono essere risolte con la tecnica mini-invasiva (artroscopia) sono diverse”, conferma il Dottor Vincenzo De Cupis, Primario ortopedico della II Divisione dell’Istituto Chirurgico Ortopedico Traumatologico di Latina. “Si va dalle sindromi sotto-acromiali alle calcificazioni, dalle lesioni della cuffia dei rotatori alle patologie da instabilità (lussazioni recidivanti di spalla)”. In ciascuna situazione, l’artroscopia consente di intervenire in modo estremamente mirato. Vediamo caso per caso. “Le sindromi sotto-acromiali sono patologie che si sviluppano in genere dopo i 45 anni e che derivano da un conflitto tra i tendini ed un osso della spalla, l’acromion, con conseguente infiammazione dei tessuti tendinei”, spiega il Dottor De Cupis. “Grazie alla tecnica artroscopica, l’acromion viene, per così dire, limato, in modo da eliminare le asperità”. Anche nei confronti delle calcificazioni – in passato definite in modo generico con il termine di periartrite scapolo-omerale – la tecnica si rivela estremamente efficace: “vengono chiamati così piccoli depositi di calcio nell’ambito dei tendini e dell’articolazione della spalla”, osserva lo specialista. «Con l’artroscopia, tali calcificazioni vengono frantumate, in modo che possano essere facilmente riassorbite». Un po’ più complesso è l’intervento quando si presentano lesioni ai tendini delle cosiddette «cuffie dei rotatori», formazioni che avvolgono la testa dell’omero e da cui si dipartono i muscoli del braccio che consentono i movimenti rotatori della spalla. “Anche questa è una patologia che si verifica per lo più in persone di una certa età. Con il passare del tempo, infatti, i tendini si usurano ed anche traumi modesti possono causarne la rottura. L’artroscopia consente di riprendere il tendine leso e riattaccarlo all’osso”. E veniamo alle patologie da instabilità. «E’ un disturbo che interessa soprattutto gli sportivi» spiega il Dottor De Cupis. «Consiste praticamente nella fuoriuscita dell’omero dalla sua sede nell’articolazione della spalla. Quando il numero degli episodi è superiore a due si definisce recidivante e comporta tutta una serie di problemi di stabilità e dolore. L’intervento di stabilizzazione è un vero e proprio intervento chirurgico che l’artroscopia consente di eseguire con incisioni minime». Il tempo degli interventi, che possono essere eseguiti in day hospital o con ricovero di un paio di giorni, è, in media, di circa 60 minuti. Già in seconda giornata il paziente può iniziare la ginnastica per il recupero. Notevolissimi passi avanti sono stati fatti anche nella chinirgia protesica. «L’indicazione di questo riguarda 1’atrosi, una patologia degenerativa dell’articolazione che colpisce soprattutto le persone anziane, ma che non manca di manifestarsi anche in età giovanile (artrosi traumatica, artrosi da lussazione recidivante)», sottolinea il Dottor De Cupis, precisando che tale patologia, che spesso comporta, purtroppo situazioni di seminfermità, oggi può essere risolta brillantemente con la sostituzione completa dell’omero e dell’articolazione della spalla. «Le protesi vengono realizzate per lo più in leghe di titanio, un materiale estremamente leggero e altamente biocompatibile. In questo caso ovviamente, 1’intervento e più lungo e complesso (circa un paio di ore) e comporta una riabilitazione di almeno tre mesi, ma i risultati sono altrettanto soddisfacenti».

Data: 09/07/2008

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *